Sessione esami: come studiare quando non si ha tempo

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di Giulia Carminati – @giuliacrocs

È inutile che cerchi di nasconderlo, le tue occhiaie non mentono. Sei in sessione esami. E questo vuol dire: zero tempo, zero voglia e una marea di libri da studiare.

Come fare?

Non devi stare tutto il giorno con la schiena piegata sui libri, non lo faccio nemmeno io, mi manca il tempo. A volte il semplice metodo di studio del “leggi e ripeti” non è sufficiente. Per  questo, nel corso degli anni, ho perfezionato la mia tecnica di “salto al prossimo appello”, ma quando sei ad un passo dalla laurea ti tocca. DEVI STUDIARE. Ma come fare?

Non ho la bacchetta magica, né il pane della memoria di Doraemon, e tanto meno ti svelerò chissà quale trucco in grado di farti prendere 30 e lode senza impegno, ma sono sicura che potrò aiutarti a migliorare la tua vita di studente/lavoratore/stalker/viaggiatore/netflixmaratoneta e molto altro.

1.  IL METODO DELLA NONNA

Vi è mai capitato di studiare a casa della nonna le tre classiche paginette di Storia? A me si, un sacco di volte e piangevo sempre. Eppure lei, tra una lasagna e una passata di ferro da stiro, mi obbligava a leggere i paragrafi e riassumerli, senza guardare il libro. Sicuramente non è un metodo rapido ma, se hai tempo, il metodo dei riassunti è sempre molto utile, io lo uso ancora.

2. LE MAPPE CONCETTUALI

 Se anche tu, quando studi, ti ricordi esattamente il colore, il font, la posizione della parola ma non il concetto stesso, allora soffri della grave sindrome della “memoria fotografica”. Per vincerla, uso le mappe concettuali. A seconda dell’importanza dei collegamenti esistenti tra gli elementi da imparare e la loro gerarchia utilizza colori e immagini per far sì che un concetto rimanga fissato in memoria. Una mappa concettuale è coloratissima (infatti piace tanto a Mollibet) e piena di piccoli disegni che ti aiutano a ricordare i concetti cui sono associati. Così a colpo d’occhio riusciamo a ricordarci tutto.

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3. LA TECNICA POMODORO

Se come me, hai dato, o stai studiando per l’esame di Social Media Management, non potete non conoscerla e non utilizzarla. La tecnica pomodoro è stata messa a punto da Francesco Cirillo, sviluppatore software, utilizzando un timer da cucina a forma di pomodoro (da qui il nome), ha cercato di scoprire per quanto tempo fosse in grado di concentrarsi in maniera continuativa. Il risultato? Dopo 10 minuti mi sono già distratta 3 volte. Con la tecnica del pomodoro però rigo dritto.  Scegli un’attività da completare (ad esempio un numero di pagine da leggere), imposta il timer a 25 minuti e studia senza distrazioni finché il timer non avrà suonato. Dopodiché prenditi una pausa di 5 minuti e ogni 4 “pomodori” una più lunga di circa 15-30 minuti. That’s it! Ho terminato il volume di Sociologia.

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4. IL METODO DELLA PIRAMIDE

Ti permette di capire cosa è meglio studiare a seconda del voto cui aspirate. Se come me, vuoi dare tre esami nel giro di due settimane, o lasci perdere o ti metti a costruire una piramide. Ebbene si, in cima alla piramide ci sono i concetti chiave, quelli necessari per passare l’esame, a seguire i concetti secondari, il contesto e alle fondamenta le informazioni extra. Io infatti, mi organizzo lo studio in base a questa suddivisione di contenuti e al tempo (sempre poco) che ho a disposizione.

5. LE FLASHCARD DI LEITNER

 È una delle tecniche migliori da usare quando si studia, in quanto è possibile applicarla per qualsiasi argomento. Scrivendo le nozioni da imparare su una scheda, indurrai la mente a concentrarsi sull’argomento di studio al quale si riferiscono. Una volta che avrai finito, potrai effettuare una verifica, interrogandoti entro un tempo stabilito, sulla definizione del concetto riportato sulla card. Il sistema – che prende il nome dal suo autore Sebastian Leitner – prevede che le schede con le domande a cui si è risposto correttamente vengano spostate in una scatola successiva alla prima, e che le schede risposte erroneamente rimangano nella prima scatola. Le carte nella prima scatola vengono studiate con più frequenza, quindi procedendo in questo modo si è costretti a rivedere un numero maggiore di volte quel materiale che si conosce di meno, tante volte fino a quando lo si sarà imparato.

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6. IL METODO DEI LOCI

Nel De oratore (la mia prof di Latino ci ha obbligati a leggerlo tutto), Cicerone illustra il metodo da lui usato per ricordare ogni tipo d’informazione utile. Conosciuto come il “metodo dei loci” o il “palazzo della memoria,” si basa sulla forza delle relazioni spaziali, a cui vengono associati i concetti, per costruire mentalmente un luogo o una serie di luoghi dove conservare le informazioni che devi ricordare. Io ad esempio utilizzo una serie di luoghi che frequento abitualmente, le stanze di casa, i localini in San Salvario, o gli incroci che percorro ogni mattina per andare in ufficio. Ognuno di loro è associato ad un concetto che che voglio ricordare. Quando devi ripassare il capitolo, o sei davanti al professore, immagina di ripercorrere il “palazzo della memoria” nell’ordine desiderato e riporta alla mente i concetti chiave che hai associato ad ogni luogo. In questo modo difficilmente perderai il filo del discorso o un passaggio di una  dimostrazione.

Bene, ora non hai più scuse. STUDIA!

 

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