6 trucchi per Instagram

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Inutile dire che Instagram è il mio social preferito. E non sono l’unica. Infatti, il numero di utenti è in continua crescita, soprattutto fra gli adolescenti. Sembra proprio che grazie all’introduzione delle stories il numero di iscritti abbia fatto fare il boom: a fine 2016 il social contava circa 11 milioni.

Fra restyling e aggiornamenti vari ecco, la mia TOP 6 di cose che forse non sapete, ma sì, si possono fare.

1.RIDURRE IL CONSUMO DEI DATI

Non sempre la velocità della connessione è a nostro favore. Per questa ragione Instagram permette di attivare all’interno delle Impostazioni, l’opzione Usa meno dati per poter continuare a stare sul social anche nelle zone dove la copertura non propriamente ottimale.

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2.PULIRE LA CRONOLOGIA

Chi non è ossessionato da un profilo su Instagram e non lo visita parecchie volte? Alla fine ritroviamo nella cronologia il loro nome. Tuttavia, è possibile eliminarle dai suggerimenti in due modi. Il primo è attraverso le impostazioni e scorrere fino in fondo dove c’è scritto Cancella la cronologia delle ricerche. A volte questo non è sufficiente e allora se i nomi restano ancora si possono nascondere andando su ricerca e tenendo premuto sui nomi suggeriti cliccando poi su nascondi.

3.L’ORDINE NELLE STORIE

Mi sono sempre chiesta come mai alcune persone compaiono fra i primi nella lista di chi visualizza le mie stories, anche profili con i quali non ho mai interagito o non seguo proprio. Navigando un po’ su YouTube pare che il segreto sia questo: l’ordine delle visualizzazioni delle stories è dato dalle persone che cercando di più il nostro profilo. Quindi chi ci cerca più spesso starebbe in cima alla lista. Lo confermerebbero gli esperimenti condotti da alcuni YouTuber. Vi lascio questo video di Matha!

4. IL TEMA

Per rendere il nostro profilo Instagram più appetibile è importante creare un tema, ossia dare un senso di unità alla nostra galleria. Un esempio sono i profili che privilegiano l’uso di un colore (come il bianco) oppure l’uso dello stesso filtro. Un altro trucco è il taglio delle foto: io ad esempio modifico le foto dando a tutte lo stesso verso (orizzontale) e taglio.

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5. STORIES CON VIDEO A LATO

Instagram non lo permette direttamente, ma grazie a un’app di nome InShOt è possibile selezionare un video dalla galleria del cellulare e con la modalità tela va scelto il formato, ovvero 9:16 delle Instagram Stories. A questo punto serve solo la nostra creatività o senso del gusto per apportare altre modifiche al video inserendo scritte o filtri (tutto compreso in InShOt).

6. TOCCO VINTAGE

Ultimo, ma di importanza. Lo vedo praticamente in un sacco di profili che seguo. Come si fa ad aggiungere alle foto quel tocco analogico con sporcature? Tutto merito di Nebi, un app ch

Nebie permette di editare le foto creando quell’effetto pellicola in base a filtri cinematografici.

Ecco un assaggio delle cose che mi colpiscono di più al momento. Se ne conoscete altre, fatecelo sapere!

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Fashion Wave: lo streetwear e l’alta moda si incontrano alla MARKETERs Generation

 

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di Fiorenza Lombardi

Squadra che vince non si cambia!

Un’onda fashion invade l’aula magna della Scuola di Management ed Economia dell’Università degli Studi di Torino, si parla di moda e lo si fa con un certo stile: quello MARKETERs, ovviamente.

Gli ospiti, addetti ai lavori del settore, rappresentano due brand del mondo della moda molto lontani tra loro ma, senza dubbio, accomunati da un grande successo. Adidas e Falconeri raccontano le proprie esperienze declinandole su un target ben specifico, la generazione dei millennials, focus dell’evento.

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Adidas: quando lo sport ha il potere di cambiare la vita delle persone

Il primo ospite è Tommaso Saronni, Director, PR & Digital di adidas (Newsroom Italy); che per la sua giovane età può quasi definirsi un veterano dell’azienda: 12 anni di carriera maturati ricoprendo cariche importanti nel settore marketing, per poi approdare alla sua attuale posizione.

Dal suo intervento, attenta analisi della generazione y, traspare tutta la passione genuina per il suo lavoro, che egli stesso definisce il motore grazie al quale un laureato in astrofisica è arrivato al ruolo che oggi ricopre.

“Il millennial è un navigatore del ventunesimo secolo: veloce, si sposta continuamente sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da scoprire, un cittadino globale che vive influenzato tanto dal P2P quanto dalle community della rete; immerso in un mondo di convergenze, tra media e cultura, tra sport e community, dove il confine tra online e offline non esiste” 

Tommaso Saronni

Falconeri: il classico che non vuol dire “antico”

Il secondo intervento è invece condotto da Sabrina Ciamba, Retail Area Manager di Falconeri. A lei spetta la definizione delle strategie del brand ed è proprio dall’evoluzione di queste ultime che inizia il suo discorso.

Tra le novità del 2017, racconta, sono stati messi a punto degli interventi mirati sul local, studiati ad hoc dall’ufficio comunicazione appena istituito. Falconeri è un brand forte che sta iniziando ultimamente ad affacciarsi al mondo delle generazioni più giovani, come per l’appunto quella dei millennials, al centro della discussione della giornata. La sfida sembra ardua, ma la manager, che torna nell’università dove ha studiato guardando l’aula da un’altra prospettiva, non si perde d’animo e usa già il suo pubblico per una piccola ricerca di mercato.

Intanto, il brand si prepara per l’ormai prossimo approdo all’estero, sempre attento anche ai flagship stores in giro per l’Italia.

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Black mirror: il 29 dicembre sei nuovi episodi

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di Federica Ramires – @dindondaun

Finalmente la scorsa settimana Netflix ci ha dato una grossa mano ad organizzare il nostro capodanno. Passandolo come, vi chiederete? Beh, ovvio, guardando la quarta stagione di Black Mirror! Giusto per cominciare questo imminente 2018 con la giusta dose di ottimismo, insomma.

Dopo mesi di una campagna di marketing fatta di immagini centellinate e trailer di 55 secondi, preceduti dall’intervento di Salvatore Aranzulla, infatti, la fatidica data di rilascio dei nuovi sei episodi è stata comunicata ai fan: il 29 dicembre. D’altronde per una serie rivoluzionaria come questa, non poteva che esserne altrettanto rivoluzionaria la promozione. Quindi perché far uscire insieme trailer e data di release, giusto? Ma no, facciamo disperare i fan.

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Dopo un mese dalla pubblicazione di un corto teaser che rivelava i titoli dei nuovi episodi, la prima campagna di lancio è partita a fine novembre, coinvolgendo i primi tre, di cui abbiamo avuto a disposizione un poster e un trailer, niente di più, accompagnati soltanto da una breve ed inquietante (ovvio) descrizione del contenuto. Arkangel, Crocodile e Black Museum. Il primo episodio, ad esempio, viene presentato con una delicata premessa: cosa faresti per la sicurezza dei tuoi figli? E nel breve video ci viene mostrata una madre che farebbe qualsiasi cosa per avere tutto sotto controllo, anche impiantare un dispositivo nella sua Sarah per proteggerla. Un inizio di stagione tranquillo.

Dopo una pausa, Netflix torna alla ribalta aggiungendo altri due episodi: Hang the Dj e Metalhead. Find your perfect match e Beware of dogs sono i due slogan che ci introducono gli ulteriori tasselli del puzzle, come incipit di due trailer che ci fanno capire che non sarà una visione così tranquilla. A distanza di giorni, poi, esce l’ultimo spot. Tocca a U.S.S Callister, che presenta un mondo colorato con personaggi di un’altra galassia, che fa pensare a Star Trek…

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Netflix, dunque, ci ha preso gusto con questa campagna marketing. Cosa ci aspetterà da questa nuova stagione? Questo non si può mai sapere quando si ha a che fare con Brooker… ma perlomeno adesso abbiamo una data certa di riferimento in cui lo scopriremo!

 

Il regalo perfetto esiste? Il web si scatena

di @_giuliacrocs

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Natale è festa, scorpacciate a tavola con la famiglia, baci rubati sotto al vischio, vin brulé con troppa cannella e soprattutto scambio di regali.

Ma scegliere il regalo perfetto non è mai così semplice.

Se soffri di ansia da prestazione e hai paura di comprare la solita cosa inutile, scontata e imbarazzante (o di ideare la meno azzeccata campagna pubblicitaria natalizia di sempre), non temere, tanto capiterà sicuro.

Ce lo insegnano PayPal, Pandora e Cartier.

PayPal si rivolge a tutti quelli che vivono il magico momento dello scambio dei regali come una tragedia, che dopo aver acquistato un regalo inappropriato fanno di tutto per nasconderlo.

Il brand della carta ricaricabile è impeccabile nel mantenere alto il livello di attenzione, mette in gioco uno storytelling divertente per pubblicizzare la sua promozione natalizia: se paghi con PayPal, puoi restituire il regalo senza spese di reso.

“Un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule, un bracciale Pandora. Secondo te cosa la farebbe felice?”

È lo slogan del marchio di gioielli danese Pandora, scritto a caratteri cubitali su un cartellone pubblicitario affisso nella metropolitana di Milano, che ha scatenato numerose polemiche.

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La campagna è rivolta agli uomini, ai fidanzati, ai mariti che ogni anno impazziscono per trovare il regalo perfetto e puntualmente sbagliano.

Invece di scegliere l’ennesimo regalo banale, utile, o scontato, Pandora gli ricorda che esistono i suoi gioielli, perfetti per rendere felice la persona amata.

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L’azienda ha provato a scusarsi, dichiarando di essersi ispirata a una ricerca che ha evidenziato come la maggior parte delle donne a Natale riceva sempre il regalo sbagliato.

“Da sempre Pandora ha a cuore le donne e quest’anno vuole aiutarle a trovare sotto l’albero il regalo perfetto”.

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“Non aprire quel Pandora!”

Forse gli antichi greci si riferivano al vaso, ma poco cambia. Lo scrigno di Pandora era infatti il leggendario contenitore di tutti i mali che si riversarono nel mondo dopo la sua apertura.

Nonostante le scuse ufficiali, in rete non si placa la polemica sui cartelloni pubblicitari del marchio danese.

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Ma ormai è fatta, ecco come reagisce il web al caso Pandora.

Ceres, Pornhub, Seta Beauty e Taffo rispondono a tono alla provocazione di Pandora ed è subito #epicfail

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Anche la nonnina saggia non perde un istante per dire la sua.

Quindi cari fanciulli, seguite il consiglio di @sciuragram. Se volete farci felici serve l’argenteria pesante: regalateci un Cartier.

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Ma che poi, detto sinceramente, Swarovski non ha tutti i torti. Abbiamo davvero bisogno di un uomo per regalarci un gioiello?!

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I 5 segreti per un discorso perfetto con Cicero

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by Cicero Public Speaking Cards

Ci sono discorsi che fanno la storia, che ci incuriosiscono, divertono, commuovono, come quelli di Kennedy e Steve Jobs. Altri invece sono tremendamente noiosi. Non vediamo l’ora che finiscano, come molti discorsi che sentiamo in politica, all’Università e durante alcune conferenze.

Qual è la differenza tra i primi e i secondi?

I discorsi che ci piacciono hanno delle caratteristiche ricorrenti. Queste caratteristiche sono state racchiuse in un mazzo di carte e in un libretto che si chiama Cicero e che in mezza giornata dal lancio su Kickstarter ha raggiunto e superato l’obiettivo di 2000 euro di raccolta.

Vediamone 5 che puoi applicare facilmente per fare un discorso perfetto.

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1 – Inizia incuriosendo

Proprio perché la maggior parte dei discorsi che ascoltiamo sono noiosi, l’attenzione dell’uditorio si conquista solo con la curiosità. Per farlo abbiamo diversi modi, il più efficace è quello di raccontare una storia, un aneddoto correlato al tema principale.

2 – Mettici qualcosa di personale

La storia iniziale o alcune parti successive del discorso dovrebbero parlare di te. Ricorda che noi esseri umani non ci innamoriamo di idee, ma di persone con delle idee. Crea una relazione col tuo pubblico raccontando qualcosa di te, ovviamente legata al messaggio che vuoi far passare. Sfide superate, delusioni trasformate in esperienza, casi di successo, il modo in cui hai risolto un problema. Esperienze che ti hanno coinvolto nella vita coinvolgeranno anche chi ti ascolta.

3 – Non usare solo le parole

Un errore comune di chi fa discorsi noiosi è quello di concentrarsi solo sul testo. La comunicazione di un essere umano è totale e racchiude anche il non verbale. Concentrati dunque anche sui gesti, l’abbigliamento e sul tono della voce. I tuoi gesti devono sottolineare le parti salienti del discorso e le parole chiave. Il tuo vestiario dovrebbe rappresentare chi sei, dandoti credibilità, autorevolezza. Il tono della voce deve seguire le emozioni che vuoi suscitare.

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4 – Finisci emozionando

Non finire con tono calante, conclusivo. Tutti i grandi oratori terminano nel culmine del volume, del ritmo e soprattutto delle emozioni. Il messaggio più emozionante lascialo alla fine. Pensiamo allo slogan di Obama “Yes we can” o a quello che diventò il manifesto di Steve Jobs “Stay hungry, Stay foolish”: sono stati pronunciati alla fine dei rispettivi discorsi.

Tieni il pezzo forte alla fine, così sarai ricordato.

5 – Chiedi qualcosa

Una bella serie tv e un bel discorso hanno in comune il fatto di essere scritte bene e di essere emozionanti. È l’obiettivo a cambiare. Un discorso non dovrebbe limitarsi ad intrattenere, un discorso nella maggior parte dei casi viene preparato per persuadere. Per esempio a cambiare internamente, a cambiare abitudini esterne o a comprare qualcosa. Oppure a convincere qualcuno delle nostre capacità per esempio ad un colloquio di lavoro.

È qui la maggior parte degli oratori sbaglia: non chiedendo niente al termine del discorso. I grandi, invece, chiedono il voto, l’acquisto, un cambiamento, un ruolo. In modo più o meno diretto. Un voto può essere chiesto direttamente, un cambiamento può essere chiesto con un’esortazione come quella di Steve Jobs, un giudizio positivo può essere chiesto in entrambi i modi. Non a caso una delle domande più ricorrenti, eppure che mette più in crisi, durante i colloqui di lavoro è “perché dovremmo scegliere te?”. Rispondi ancor prima della domanda e lascerai il segno. Chiedi esplicitamente ciò che vuoi e lo otterrai. Se non ci credi provaci, almeno una volta. Rimarrai stupito dalle conseguenze.

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