Musicarium: la rivoluzione parte dalla Puglia

MUSICARIUM

di Andrea Capurso e Irene Marchesano 

Musica è lavoro. Questo è lo slogan che sin dal 2010 accompagna il cammino di PugliaSounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del suo sistema musicale. Un complesso di azioni rivolte a tutte le componenti artistiche, professionali, imprenditoriali e istituzionali che concorrono alla produzione, distribuzione e promozione musicale del territorio e che vede nell’organizzazione del Medimex la sua punta di diamante. Sei appassionato di musica e non sai cosa sia? Male, anzi malissimo…ma siamo qui per questo!

Dal 2011, è l’appuntamento di riferimento per il mercato musicale italiano che vuole connettersi con la scena internazionale. Sono delle giornate dedicate al confronto sulle opportunità del mercato, all’approfondimento sulle sfide che le nuove tecnologie impongono, alla creazione di reti, ed alla promozione del proprio lavoro. Sono giorni in cui i maggiori player della scena si incontrano, discutono, “macchinano” e dove gli operatori del settore possono incontrare direttori di festival, responsabili di agenzie, etichette discografiche, stakeholder internazionali. Si ma la musica live? Sono tantissimi i nomi che hanno calcato i palchi dell’evento, ne citeremo solo due ma di un certo livello: Brian Eno e, quest’anno, l’iguana Iggy Pop, nella sua unica data italiana.

 

Nato quindi come salone espositivo, dal 2017 Medimex ha scelto di diffondersi sul territorio, occupando gli spazi cittadini, seguendo un modello di  music week. Quest’anno l’ambizioso progetto regionale si è anche completato con la sua “scuola”, il Musicarium. Un insieme di lezioni che offrono competenze per affrontare il mercato musicale in tutte le sue forme.

Dopo aver portato la musica nel capoluogo di regione Bari a inizio estate, PugliaSounds decide di non fermarsi qui e promuove il Musicarium (versione 2.0) in virtù della Fiera del Levante (non sai cosa sia la Fiera del Levante? Beh questa volta te la vai a cercare) per dare l’occasione a 20 fortunati di entrare in contatto diretto con i migliori docenti-musicologi d’italia. Alcuni nomi? Gianpiero di Carlo, capo del portale di musica Rockol, la vocal coach Rossana Casale e il conduttore radiofonico Carlo Pastore.

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MUSICARIUM: il programma

Pillole da Musicarium

“Come può fare un artista emergente a creare la sua fanbase? Deve focalizzarsi sulla produzione dei contenuti, usando poi sui social il tone of voice che ritiene più adeguato a trasmettere se stesso.”

“Non va confusa la brand identity con la brand awareness: la prima c’è già, la seconda va creata”.

“L’esercizio di scrittura che ognuno di noi dovrebbe fare per descrivere un brand è chiedersi quale possa essere la propria USP (Unique selling proportion). Il brand è un vestito che ti metti addosso e che ti contraddistingue da tutti gli altri”.

“Le note più importanti sono quelle che non si suonano”.

P.S. Cosa si può dire della Puglia? Non aspettatevi che sia solo la regione dei trulli, del buon cibo e del mare, ma anche della musica.

 

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Street Art Tour #inthecity, ovvero come l’arte urbana ti cambia la città

giusto!

di Elisabetta Molli – @mollibet

Tutte le volte che mi presento e dico che sono di Torino mi rispondono con uno sguardo di disappunto: “che città grigia!”

Ed io tutte le volte alzo gli occhi al cielo perché per me, Torino è tutto un colore ed oggi ve lo dimostrerò!

Grazie al tour di Torino Graphic Days in collaborazione con Yamgu e Street Art Tourino abbiamo scoperto degli angoli nascosti (ma non troppo) della città che non avevo ancora visto nemmeno io che qui ci sono nata.

Torino è una città ricca di arte urbana, sia in centro che in periferia. È facile imbattersi in paracarri travestiti in pinguini, segnali stradali con cuoricini o volti incastonati nel muro della metropolitana.

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Assolutamente da vedere l’opera di Urban Solid alla fermata Nizza della metro.

Se volete fare una passeggiata “alternativa” vi consiglio di seguire il percorso sulla street art di Yamgu con alcune tappe che abbiamo incontrato anche noi.

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L’opera di NEVERCREW è uno dei pochissimi murales al mondo creata per la realtà aumentata, basta scaricare l’applicazione Bepart che trovate indicata sul muro e l’orso polare prenderà improvvisamente vita!

Così sabato pomeriggio non ci siamo lasciati intimorire dalla pioggia ed armati d’ombrello abbiamo scovato tutta l’arte urbana nel quartiere di San Salvario come una piccola caccia al tesoro.

In compagnia di Claudia, fondatrice dell’associazione Street Art Tourino che organizza tour guidati all’ arte di strada (anche in bici!) abbiamo scoperto muri che si sono prestati a fare da tela ad artisti incredibilmente creativi.

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The Bear è un’opera dello street artist Bordalo II. Da lontano può sembrare un semplice orso, ma se vi avvicinate scoprirete che è stato assemblato con materiali di scarto come fari di auto e cassonetti della spazzatura.

Il bello della street art è la sua capacità di meravigliare chiunque proprio perché si trova in mezzo alla gente nelle strade. Ti basta alzare lo sguardo per scoprire un tesoro che magari è sempre stato sotto i tuoi occhi.

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Questo che vedete è un vero e proprio autoritratto su muro.

Ma le sorprese non finiscono qui!

Sempre in collaborazione con Torino Graphic Days parteciperemo ad un tour sempre alla scoperta delle bellezze della (mia) città ed anche un po’ di storia. State con noi e vi racconteremo come partecipare al tour delle insegne storiche con la mitica Silvia Virgillo creatrice della pagina Lettering da Torino.

La nuova industria musicale: VR, occhi chiusi, IA e vulcani

la nuova industria musicale

di Federica Ramires – @dindondaun

I Muse hanno recentemente dichiarato che passerà molto tempo prima dell’uscita di un loro nuovo album. Non perché si stiano sciogliendo, nemmeno perché Chris non trova più l’armonica, ma perché accusano l’industria musicale 2.0 e, in particolare, lo streaming, di aver cambiato il modo di ascoltare le canzoni. E in questo nuovo scenario un nuovo album non avrebbe senso.

In effetti non si può dar loro torto. Ormai sono davvero poche le persone che amano comprare, custodire, ma anche (e soprattutto) semplicemente ascoltare un album dall’inizio alla fine. Si parla piuttosto di ascoltare singole canzoni e salvarle in una playlist personale. E le piattaforme per ascoltare la musica online che sono spopolate negli ultimi anni propongono esattamente questo tipo di fruizione.

Quindi è vero che il web ha cambiato il modo di ascoltare musica, ma è anche vero che le innovazioni tecnologiche hanno permesso la nascita di nuovi modi per promuovere la stessa. E gli artisti si sono sbizzarriti.

MUSICA E VIRTUAL REALITY

Mac DeMarco ha deciso di rilasciare il video del suo singolo This Old Dog in virtual reality, creando un mondo psichedelico e utopico alquanto bizzarro.

I Coldplay sono andati oltre e hanno trasmesso il loro live di agosto a Chicago in VR. Il progetto in collaborazione con Samsung e Live Nation ha permesso ai fan di tutto il mondo di sentirsi al centro del Soldier Field con uno spettacolo a 360°… direttamente dal divano di casa!

MUSICA E WEBCAM

I Local Natives hanno recentemente pensato ad un modo alternativo per far conoscere il loro nuovo singolo. I Saw You Close Your Eyes, infatti, è pronta all’ascolto su un sito molto particolare, dove la band invita i fan a spegnere le luci, chiudere gli occhi e premere play. A quel punto il sito userà la cam del vostro computer e continuerà a riprodurre la canzone solo nel caso in cui i vostri occhi resteranno chiusi per tutta la sua durata. Provare per credere.

MUSICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Torniamo a citare i Muse, perché sono stati i primi artisti della storia a creare un videoclip in intelligenza artificiale. In collaborazione con l’agenzia di sviluppo Branger Briz, la band ha ideato un software per far recitare il testo di Dig Down ad una serie di celebrità, di cui un algoritmo pesca filmati che vengono poi riuniti per creare il lyric video. Se volete vedere Barack Obama o Mark Zuckerberg in versione rock, fate un salto sul sito creato per il progetto.

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MUSICA E SOCIAL NETWORK

E concludiamo con un esempio del nostro paese, frutto della mente fresca e originale della giovane Francesca Michielin. Diciamo che in occasione del recente rilascio ufficiale del suo nuovo singolo, Vulcano, si sia un po’ sbizzarrita. In primis si è trasformata in rider per Foodora e fra una consegna e l’altra ha fatto ascoltare in anteprima agli affamati la sua canzone. Poi ha invitato i fan a creare la loro playlist personale su Spotify con Vulcano e le altre canzoni del cuore, usando #VulcanoPlaylist… nonché a condividere foto su Instagram con le V (come Vulcano, ma ormai l’avete capito!). Che qualcuno la fermi!

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Nel mondo di @luccico: intervista all’Instagramer Luciano Cina

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di Federica Ramires – @dindondaun

Ma quali calciatori. I veri eroi del 2017 sono loro, loro che quando escono a fare la spesa tornano il giorno dopo perché si sono fermati a fare due foto, loro che usano di più le applicazioni per modificare le foto rispetto a WhatsApp, loro che hanno il terrore di rimanere senza giga. Loro, che con i loro profili e le loro storie ci ispirano, ci strappano sorrisi, ci fanno innamorare e visitare mille posti diversi con un solo clic. Sto parlando degli Instagramers.

Oggi ho deciso di raccogliere la testimonianza di un Iger molto particolare, che vanta più di 24 mila followers: Luciano Cina, meglio conosciuto come @luccico. Luciano è un giovanissimo fotografo, product developer e illustratore siciliano capace di trasformare ogni semplice e banale scatto in una storia degna delle favole dei fratelli Grimm. Proprio come questi ultimi, egli è in grado di farci vedere il mondo che ci circonda sotto un’altra luce, aprendo totalmente le porte all’immaginazione e colorando ogni dettaglio della quotidianità con pennellate di creatività, ironia e novità. Ed ecco che così un teatro si trasforma in un acquario ed ogni spettatore muta in un pesce. Piazza Castello diventa la sede di un’enorme caffettiera pronta a darci il buongiorno. Una semplice pozzanghera un’insegna del circo.

 

  1. Ciao Luciano! Per rompere il ghiaccio, ti racconti in un hashtag?

#MoreThanAPics, “più che una foto”, il progetto grafico che porto avanti sul mio profilo Instagram.

  1. Il tuo nome utente su Instagram ha un significato particolare? Che differenze ci sono fra il luccico degli arbori del profilo Instragam e il luccico di adesso?

Luccico è un nomignolo che mi è stato affibbiato durante i primi anni universitari. C’è stata un’operazione di storpiaggio del mio nome. Luciano > Lucio > Lu > Luce > Luccico. L’unica differenza, ad oggi, è aver ottenuto la consapevolezza di essere apprezzato per questo modo di raccontare e descrivere una realtà (apparentemente) lontana da noi. Diciamo che non mi son montato la testa dopo essere stato intervistato da Mr Instagram.

  1. Che studi hai compiuto?

Laureato in Disegno industriale a Palermo e specializzato in ecodesign presso il politecnico di Torino.

  1. Com’è nata l’idea di “dare vita” ad ogni fotografia?

Quasi per caso. Avevo appena acquistato il mio primo biglietto aereo per Torino e, preso da mille pensieri, disegnai un aereo dal tratto nero sopra una foto con delle vistose nuvole. Ho notato subito l’apprezzamento delle persone e di fatto mi ritrovo ancora a raccontare questo aneddoto dopo ben 5 anni.

  1. Nelle tue foto c’è spesso Torino, la sede del tuo lavoro. Che cosa rappresenta per te questa città?

La mia seconda casa, diventata ormai prima. L’ho scelta per proseguire i miei studi e lei mi ha scelto per continuare a viverci. E’ una di quelle città che devi per forza visitare per riuscire a scoprire tutta la magia che ci sta dietro.

  1. Ora la domanda del secolo: quali sono i segreti per avere così tanti followers? Se non ce ne sono di particolare, che consiglio daresti ai novelli di Instagram?

Essere testardi in primis. Redigere un piano editoriale ed avere il coraggio e forza di portarlo avanti. Relazionarsi con gli altri, farsi stimolare dagli igers più apprezzati ma non per copiare le loro idee. Instagram è una grande vetrina dove possiamo farci apprezzare per quello che sappiano fare, quindi non dobbiamo aver paura di portare avanti le nostre idee.

  1. Sei anche parte della comunità di #igertorino, nonché Kappa Gara developer. Hai altri progetti in corso/in mente?

Spero di non fermarmi mai, quindi non vi resta che seguirmi per rimanere aggiornati!

Couchsurfing: cambiare il mondo, un divano alla volta.

Couchsurfing

di Fiorenza Lombardi – @FiorenzaLombar1

Quando nel 1999 lo studente americano Casey Fenton acquistò un biglietto aereo per Reykjiavik, invece che prenotare una stanza d’albergo contattò via mail centinaia di studenti islandesi, sperando in qualcuno che gli offrisse ospitalità. In 24 ore ricevette circa 100 risposte positive.

Da qui nacque l’idea del Couchsurfing: un social network, una rete di ospitalità mondiale gratuita, un modo di viaggiare e di vivere. Come una specie di incrocio tra Facebook ed Airbnb, su www.couchsurfing.com ogni utente ha una pagina personale nella quale racconta di sè e dei propri interessi e dove fornisce anche una breve descrizione del… divano di casa.

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Ebbene sì, perché il vero couchsurfer è l’ospite che dorme sul divano, come un amico che rimane da voi dopo una serata improvvisata, un amico che, come dicono i “Csurfers”, semplicemente non avete ancora conosciuto.

12 milioni di membri in 200.000 città di tutto il mondo formano la “tribù dei divanisti”, ma la community del Couchsurfing non si ferma solo all’ospitalità. In ogni città vengono, infatti, periodicamente organizzati eventi aperti a chi ospita, a chi viene ospitato ed anche a chiunque altro abbia voglia di trovare nuovi amici ed un ambiente multiculturale comodamente vicino casa.

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E se la mamma è ancora preoccupata che andiate a dormire a casa di uno sconosciuto, tranquillizzatela. Il sito ha un team dedicato appositamente alla sicurezza e non dimentichiamoci delle referenze: fondamentali sia per la fiducia, sia per individuare le persone a noi più affini, perché per vivere un viaggio al meglio è bene iniziare scegliendo i compagni di avventura giusti!

 

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Chi sono?

Fiorenza Lombardi, 25 anni, alessandrina di nascita; vivo a Torino dove studio Comunicazione Pubblica e Politica, laurea triennale in Lingue e Culture per il Turismo. Amante della danza in ogni sua espressione, maratoneta di serie tv, social q.b.

 

 

 

 

SEPTEMBER IS THE NEW JANUARY

Non perdetevi le novità, gli eventi e i progetti per un anno Fuori dal Funnel – di Giulia Carminati: @_giuliacrocs

SEPTEMBER

L’estate sta finendo e un anno se ne va.

Settembre segna l’inizio di un nuovo anno, una pagina bianca, un nuovo inizio.

#orangeisthenewblack

Netflix è la nuova TV, il lunedì è il nuovo traumedì, lo stare a casa è l’altro modo di uscire e settembre è l’altro gennaio.

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Presa dalla sottile eccitazione dell’anno che sta per iniziare, questa mattina (dopo il check della posta elettronica) ho acquistato la mia nuova moleskine, rigorosamente nera, rigorosamente professional.

È un rito ormai: anno nuovo, agenda nuova.

Settembre per me è questo. Starnuti, Serie TV e Moleskine piena di progetti. Non saprei descriverlo in modo diverso.

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Tranquilli, non mi sono dimenticata dei nuovi corsi all’università, della regolare iscrizione palestra, dello spiraglio di nuove e frizzanti esperienze all’orizzonte, del count-down per il ritorno delle nostre serie tv preferite e dell’ennesima lista dei nuovi (o meglio sempre i soliti) “buoni” propositi.

Settembre è il mio Capodanno, Settembre mi dà la carica, Settembre mi fa prendere il raffreddore.

Gennaio è l’inizio ufficiale del nuovo anno e in quel momento ho sempre uno scoppio di zelo rinnovato, ma qui, Fuori dal Funnel, anche settembre fornisce la stessa sensazione di calendario vuoto e di bacheca da riempire. L’aria sembra accusare possibilità e rinnovamento.

Quindi prendete l’agenda, vi segnaliamo alcuni degli eventi a cui parteciperemo quest’anno:

1. Torino Graphic Days: Dal 12 al 15 ottobre il festival sarà una vera e propria maratona di appuntamenti imperdibili: un fitto calendario di workshop, conferenze, performance e mostre con ospiti internazionali a cui si aggiungeranno, durante il week-end, una mostra mercato performativa e uno spazio dedicato ai festival legati al visual design. L’ingresso al festival è a offerta libera: le donazioni dei visitatori verranno utilizzate per supportare le attività proposte dall’organizzazione e le future edizioni della manifestazione. (Mi raccomando, scorrete la pagina Home fino al fondo, ci siamo anche noi tra le collaborazioni)

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2. Social Media Strategies: avete seguito la nostra rubrica sul Web Marketing Festival e vi siete appassionati al mondo del digital? Non temete,  l’8 e 9 novembre a Rimini si svolgerà il Social Media Strategies, evento dedicato ai professionisti del Social Media Marketing. Due giornate formative interamente dedicate a case studies, tecniche, strumenti e strategie utili per raggiungere i propri obiettivi attraverso i social network. Ovviamente noi non mancheremo e andremo a caccia di informazioni, professionisti e novità, quindi che aspettate, unitevi al nostro team!

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3. Startuppato: Giovedì 23 novembre a Torino torna Startuppato, la serata di networking dedicata agli innovatori. L’evento, che ritorna al coworking Toolbox, è organizzato da Treatabit dal 2013: nelle ultime edizioni si è arricchito di un’area espositiva in cui i visitatori potranno provare in anteprima prodotti e servizi innovativi e conoscere team con cui collaborare. Amate le start up? Venite con noi a intervistare le novità del momento, siamo a caccia di volontari. Avete avuto invece l’idea del secolo e l’avete realizzata con un paio di amici? Candidatevi e ricevete il vostro stand gratuito.

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Noi ci saremo. E voi?

Detto questo, non smettete di seguire il nostro blog, non potete certo perdervi gli aggiornamenti e il Funnel di novità che pubblicheremo nelle prossime settimane! #staytuned #stayfunnel