MeP: il senso della poesia nel Web 3.0

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di Irene Marchesano – Ultimamente mi è capitato di viaggiare molto: da Genova a Firenze, da Firenze a Bologna, da Bologna a Rimini e infine da Rimini a Torino. Cambio di scenario, ma sempre sui muri – o talvolta appesi ad un filo  – comparivano fogli bianchi con… poesie

Fogli bianchi sparsi per la città

Si chiama Movimento per l’Emancipazione della Poesia (in breve MeP) e nasce a Firenze a marzo 2010. Lo scopo è quello di riportare nelle persone l’interesse per la poesia nelle sue differenti forme. Non si predilige nessun canale in particolare, anche se la cassa di risonanza diventa la città. E a proposito di spazi urbani, fino ad oggi sono state raggiunte ben 15 città italiane fra cui Torino, Genova e Bologna. Non solo, in Europa ha riscosso oltre 300 adesioni: Berlino, Siviglia e Parigi sono i nuclei più attivi.

Quando siamo perennemente bombardati da azioni di guerrilla marketing come se non ci fosse un domani (vedi le panchine o le fontane – qui a Torino turet – colorati di rosa) a volte perdiamo la percezione di quello che ci sta attorno.

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Guerrilla Marketing a Torino

Tutti possono essere dei poeti (sconosciuti)

Chi aderisce si riconosce con una sigla alfa numerica. Poi scegli tu il tema e la poetica, ma si vive nell’anonimato. Perché? Come tutti i movimenti emergenti, il confine fra legalità e illegalità è sottile. Attaccare “cose” sugli spazi pubblici è vietato; se poi lo fai nel centro storico non ne parliamo. Per questa ragione, vengono di solito appese di notte. Tuttavia non sono mancati i casi in cui di multe indirizzate a al gruppo MeP.

When nothing goes right… go left

Le poesie del Mep sono tutte protette da copyleft, un metodo generico lanciato nel 1984 in contrapposizione al copyright da Richard Stallman attraverso la Free Software Foundation. Chiunque quindi può accedere ai software o ai documenti protetti dal copyleft. Non si tratta solo di uso “gratuito”, ma di messa a disposizione del “codice sorgente” (cioè della stringa di dati alla base del programma) affinché chiunque possa farla propria e anche manipolarla, arricchirla, creare nuovi aggiornamenti. L’importante è che restino libere. Nel caso delle poesie, la riproduzione deve essere fedele, la fonte deve essere citata e la sua diffusione deve avvenire senza motivi di lucro.

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MeP in Vanchiglia, Torino

 

L’organizzazione orizzontale

Alla base del MeP ci sono i social: forum interno, chat Whatsapp, mailing list e gruppi Facebook. Questi sono i principali mezzi utilizzati dal movimento per la comunicazione, visto che non esiste (ancora) una sede fisica.

Se non vi è mai capitato di imbattervi in alcune di queste poesie esiste un sito web su cui vengono pubblicati tutti i versi di chi ha deciso di prendere parte al movimento. Adesso siete curiosi?

 

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2 pensieri su “MeP: il senso della poesia nel Web 3.0

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