Da customer a Producer. La storia di Vincenzo, un (dis)abilissimo programmatore.

Da customer a Producer. La storia di Vincenzo, un (dis)abilissimo programmatore.

Di Crivello Giulia – @CriveGiulia

SEO, B2B, B2C, CEO: tutte strane sigle (ammettiamolo) delle quali oggi però non è più possibile farne a meno.

Anche per voi il web marketing rientra nella sezione “quello sconosciuto”? Sicuramente no, ma a scanso di equivoci, io vorrei raccontarvi qualcosa sull’argomento e lo farò partendo dalla mia esperienza al Web Marketing Festival.

II WMF è l’evento di Web Marketing più completo d’Europa ed è tornato con la sua 5a edizione il 23 e 24 giugno 2017 basandosi sui principi di Formazione, Intrattenimento, Networking, Startup, Business e Innovazione.

Non ero mai stata ad un evento simile, ma ho deciso di buttarmici ad occhi chiusi e mi viene in mente solo una parola per descriverlo: illuminante (se non vi basta, l’anno prossimo siateci).

Per darvi un’idea di quanto sia stato stimolante, vi racconterò lo speech che più mi ha arricchita perché credo che sia la testimonianza perfetta di un cambio di paradigma di cui tanto si parla: gli users da customers a prosumers.

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Da un paio d’anni a questa parte ci si è resi infatti conto di come gli utenti siano in grado di attivare processi di appropriazione dei contenuti che portano alla rielaborazione degli stessi e alla loro personalizzazione. Un esempio semplicissimo di questo fenomeno sono le parodie dei video di Lady Gaga, le cover delle canzoni, o ancora i film doppiati nei più svariati dialetti.

Questo fenomeno sottolinea ancora una volta quanto l’audience, un tempo percepita come massa informe, passiva e facilmente manipolabile (bullet theory) in realtà sia estremamente attiva e selettiva. L’attivismo degli users, facilitato dalla digitalizzazione, è stato poi negli anni affrontato in modo controverso dai diversi attori dell’industria mediale: chi impaurito ha optato per il proibizionismo e chi invece, comprendendo l’enorme potenziale della creatività degli utenti, lo ha incentivato (o sfruttato, sosterrebbero alcuni).

Quale che sia la posizione presa, un fantastico esempio di questo cambio di paradigma è stato lo speech, ma soprattutto la storia, di Vincenzo Rubano.

Vincenzo è un ragazzo di 23 anni, da poco laureato in informatica che collabora come programmatore al progetto NvApple. Non so quale immagine evochi in voi la figura del programmatore, ma a me sicuramente schermi di computer o pagine e pagine interminabili di numeri, lettere e formule. Ah già, dimenticavo, Vincenzo è cieco.

Ora una domanda sorge spontanea: come ci riesce?

Semplice, basta iniziare a pensare in modo diverso:

“Bisogna smetterla di pensare che i diversamente abili, i non vedenti in questo specifico caso, non faranno mai alcune cose”.

Ingenuamente infatti si cerca di creare App e contenuti che siano fruibili anche per gli ipovedenti, ma nessuno si pone mai il dubbio che loro possano essere produttori di contenuti tanto quanto tutti gli altri utenti della rete.

Proprio in quest’ottica è nato NvApple: l’obiettivo è che tutti i disabili possano essere “comuni” prosumers.

Il team è composto da 5 persone con diversi gradi di disabilità legati alla vista che collaborando hanno elaborato un software di programmazione, una web radio e un blog per ipovedenti. Vincenzo si occupa principalmente della sezione programmazione e durante il suo speech ci ha fatto vedere dal vivo come creare l’interfaccia grafica di una pagina web. Ebbene sì, perché anche l’occhio vuole la sua parte, ed è da qui che lui ha deciso di iniziare.

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Lo speech non è stato facile, sia tecnicamente che umanamente, ma Vincenzo ha saputo affrontare uno ad uno gli ostacoli dandoci, forse senza volerlo, un esempio vero della tenacia con cui svolge il suo lavoro ogni giorno.

Da questa esperienza ho imparato sì qualcosa sulla programmazione dei siti web, ma ancor di più sull’importanza del pensare accessibility first perché, seppur ovvio,

Il web è nato per essere accessibile a tutti” (Tim Berners-Lee).

https://www.facebook.com/pg/WebMarketingFestival/vide

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Chi sono? Crivello Giulia, studentessa di Comunicazione pubblica e politica (CPP) presso UNITO.  Appassionata di user experience ed espertissima in LIFE SURF-viving.

Vi chiederete perché uno studente di CPP dovrebbe scegliere di partecipare ad un evento simile, apparentemente poco legato al proprio percorso ed effettivamente me lo sono chiesta anch’io. Se questo dubbio assale anche voi, a scanso d’equivoci, andateci!

 

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