Fuori dal Funnel a Startuppato

di Elisabetta Molli – @mollibet

Torino è una città tutta da scoprire.

Chi ci vive ormai ha smesso di seguire i soliti itinerari turistici.

Chi la vive davvero conosce gli eventi divertenti e pazzescamente innovativi come Startuppato!

IMG_0057

Per spiegarvi cos’è utilizzerò le stesse parole che ho usato con mia nonna “è la fiera delle startup”, ma a questo punto forse è meglio fare un passo indietro anche perché lei mi ha chiesto: “Cos’è una startup?”

Io le ho riposto che è una piccola impresa temporanea, solitamente formata da ragazzi giovani che vogliono creare un business e si affiancano ad enti pubblici come gli incubatori di Unito o Polito, nel caso di Torino, per svilupparlo.

La definizione però che dà Steve Blank, uno degli esponenti più autorevoli dello startup ecosystem internazionale è ovviamente più precisa:

Una startup è un’organizzazione temporanea, che ha lo scopo di cercare un business model scalabile e ripetibile.

Le sue caratteristiche sono:

  • la temporaneità: si è start up finchè non si diventa una grande impresa.
  • la sperimentazione: solitamente è in cerca di un modello di business adeguato alla sua attività, è in cerca della formula giusta per trarre profitto facendo innovazione
  • il modello di business che ricerca deve essere scalabile che per i non addetti ai lavori significa entrare in un mercato abbastanza ampio da poter avere delle possibilità di crescita e poterlo ripetere per tutti i processi.

Per aiutare questi piccoli genii ci sono programmi di supporto come Treatabit, powered by I3P, l’incubatore del Politecnico che due volte all’anno organizza Startuppato, l’evento di networking per gli innovatori. L’evento, partito nel 2013, prevede un’area espositiva in cui tutti i curiosi possono scoprire nuovi progetti, testarli e conoscere nuove realtà con cui collaborare e mettersi in gioco.

Anche questa volta non potevamo mancare per rimanere aggiornate sulle ultime novità del settore e come sempre, siamo rimaste piacevolmente stupite dalle nuove proposte!

IMG_0084

Siamo andati a trovare vecchie conoscenze per vedere a che punto è il loro business, ma abbiamo anche scoperto nuove start up:

  • Round About aiuta le aziende a trovare gli influencer locali e in pieno target per facilitare la tua azione di marketing
  • Popsconto, una piattaforma che raccoglie tutte le offerte in un unico sito
  • Felfil che produce filamenti di plastica per le stampanti 3D (vi spiegheremo meglio nelle prossime settimane)
  • Pregusta un Portale che permette a professionisti del settore, appassionati di vino ed enoturisti provenienti da tutto il mondo di trovare le migliori cantine presenti nel territorio e poter prenotare Degustazioni e Visite presso i produttori
  • Freeda feel free around sta mappando le aree cittadine grazie ad una community di donne per arrivare ad una progettazione urbana di genere e rendere la città più sicura.
  • Yamgu è la nuova frontiera delle agenzie viaggi, una piattaforma dove puoi trovare tutte le informazioni sugli eventi, monumenti e attività da fare nella città che visiterai con tanti commenti di chi ci è già stato
  • L’alveare che dice sì, un nuovo modo per acquistare alimenti online a km zero dai produttori della tua zona e ritira nel punto di distribuzione più vicino a casa tua, ogni settimana lo stesso giorno, alla stessa ora!
  • SexAPPeal, last but not least, è la prima APP in Italia per avere ovunque tu sia un preservativo pronto all’uso.

Queste sono alcune delle idee che ci hanno colpito, per scoprirle tutte non vi resta che aspettare la prossima edizione di Startuppato, nel frattempo mi godo la degustazione che ho vinto con Pregusta!

P.S. Prometto di raccontarvi tutta l’esperienza per testare l’app!

IMG_0070.JPG

Annunci

Instagram 10.21: Più sfogo alla creatività nelle conversazioni

#InstagramStories: Face Filters, Hashtag, Video Rewind e Eraser Tool by @_giuliacrocs

10.21

Sole. Caldo. Cielo azzurro.

Ho esattamente un’ora di pausa prima di rientrare in ufficio ma il tempo per creare Instagram stories lo trovo sempre: location, cibo, cielo, o un “semplice” selfie.

Si, lo so, sono malata di Instagram, o meglio, sono #instaaddict, ma non sono l’unica.

“È il mio lavoro.”

“Non ho niente di meglio da fare.”

“C’è il semaforo rosso.”

“Il tram passa tra 3 minuti”

“È un po’ come la TV, faccio zapping tra le storie”

Insomma datemi una scusa e vi dirò che tipo di #instafollower siete.

Ma facciamo un passo indietro. Martedì scorso Instagram ha aggiornato la sua app, aggiungendo quattro nuove funzioni. Con la versione 10.21, il famoso social fotografico rende ogni momento ancora più divertente, dando un tocco creativo in più ai nostri filmati.

1. FILTRI FACCIALI PER INSTAGRAM

L’App di proprietà di Facebook ha aggiunto i filtri facciali nelle sue Storie, funzione caratteristica del competitor Snapchat, dal quale ha tratto ampia ispirazione nell’ultimo anno.

Da Martedì scorso si possono testare gli otto diversi filtri messi a disposizione da Instagram: da quello che vi trasforma in Einstein sfigato, Woman in Gold, Bianconiglio, a Kinder Koala.

Tante le possibilità per dare libero sfogo alla creatività: i filtri facciali sono un modo semplice per trasformare un normale selfie o video in un contenuto simpatico e coinvolgente.

Che siate stravaccati sul divano o in giro potete utilizzare questi filtri per esprimere voi stessi. Per poter attivare la serie di filtri basta aprire la fotocamera (frontale o posteriore) e toccare la nuova icona che appare in basso a destra sul vostro schermo.

È possibile scegliere i filtri per il volto anche quando si usa Boomerang o i formati video; inoltre, alcuni filtri vengono applicati a due volti contemporaneamente.

2. HASHTAG NELLE STORIE

Altra novità interessante è l’introduzione degli hashtag all’interno delle Stories: è quindi possibile etichettare il contenuto e renderlo ancora più virale, in modo da farci scovare da altri utenti e scoprirne di nuovi a nostra volta.

Funziona più o meno come le menzioni, che già da qualche tempo permettono di inserire il nome di un altro utente di Instagram all’interno di una Storia, rendendo più semplice la visualizzazione del suo profilo.

WhatsApp Image 2017-05-23 at 09.32.50

3. REWIND: VIDEO CHE SI RIPRODUCONO AL CONTRARIO

Se i Boomerang non erano abbastanza, ora è possibile creare video che si riproducono al contrario con la nuova funzione “All’indietro”, un nuovo formato per la fotocamera disponibile accanto all’opzione “Senza tenere premuto”.

bloggif_5923ec82cd7ef

4. EFFETTO ERASER BRUSH: LO STRUMENTO GOMMA

L’ultimissima news è l’effetto “eraser brush”: lo strumento gomma presente tra le opzioni di disegno.

Dopo aver scattato una foto o registrato un video, seleziona lo strumento di disegno e tieni premuto per colorare tutto lo schermo.

A questo punto,  grazie alla gomma, è possibile scoprire in modo creativo alcune parti della foto o del video coperte dal colore.

Instagram ha anche modificato il funzionamento della gomma per cancellare frasi, sfondi e altri oggetti inseriti nelle Storie, rendendo possibili effetti più creativi.

WhatsApp Image 2017-05-23 at 09.35.11

Assicuratevi di aver installato la versione 10.21 di Instagram per iOS e Android e iniziate a sbizzarrirvi!

Unito al Salone del Libro 2017

Copy of Ristorante.jpg

di Francesco Manzari 

Pronti, partenza, via: oggi giovedì 18 aprile comincia il Salone del Libro di Torino, edizione numero trenta. Tra gli ospiti non poteva mancare l’Università degli Studi di Torino, presente con lo spazio “Open Science”, completamente digitale e paperless: come si intuisce già dal nome scelto, l’esposizione di Unito intende sottolineare il valore della ricerca scientifica aperta e accessibile, per affrontare, con il contributo dei docenti e la collaborazione degli studenti, le problematiche più critiche dell’attualità e per promuovere una corretta informazione.

18011006_425696977773690_7008928059806368658_n

La messa in atto del progetto, coordinato dal team del Progetto strategico d’Ateneo Innovazione e Competitività (PICTO), ha visto la partecipazione di oltre cinquanta studenti, che si sono impegnati nella realizzazione delle due attività centrali dell’area “Open Science”: brevi ma mirate conferenze su temi di attualità e spazio espositivo di alcuni prodotti della ricerca scientifica sia attuale che passata.

Incuriosito dall’iniziativa, ho avuto la possibilità di saperne di più direttamente dal responsabile del progetto, il Prof. Germano Paini.

Professor Paini, può dirci come è nato il progetto Innovazione e Competitività?

Il progetto Innovazione e Competitività è un progetto strategico d’Ateneo, voluto dal rettore Ajani e nato nell’ottobre 2013. L’obiettivo è quello di promuovere l’innovazione all’interno dell’Università coinvolgendo tutti coloro che gravitano attorno all’ateneo: studenti, docenti, ricercatori e personale amministrativo, per creare network in tema di innovazione e lavorare in raccordo con i diversi attori della comunità universitaria e della ricerca, dell’imprenditoria e delle pubbliche amministrazioni e dei finanziatori della ricerca. Cerchiamo di creare le condizioni ideali affinché le iniziative di Unito su temi innovativi possano essere coordinate e realizzate nel migliore dei modi.

1.jpg

Perché questo approccio? E inoltre, può spiegarci meglio di cosa si occupa il team Innovazione e Competitività?

Riteniamo che l’innovazione possa essere definita come, e nasca dal, coraggio di pensare fuori dagli schemi. Ciò è vero negli ambiti più diversi: per quanto sia spesso associata alla tecnologia, all’innovazione è altrettanto rilevante anche in contesti diversi. Si pensi al campo sociale, al campo della medicina, al campo dell’agricoltura e molti altri: con il team PICTO cerchiamo di fare in modo che questo succeda all’interno dell’Università, seguendo la filosofia dell’Open, promuovendo le iniziative già esistenti e creandone di nuove. Tra le iniziative promosse dal team voglio citare #hackUniTO (2014), una maratona sull’innovazione finalizzata alla strutturazione cooperativa di progetti di diverse aree tematiche, dalla ricerca alla sostenibilità, che ha raccolto circa 1500 partecipazioni, e #hackUniTO for Ageing, il più grande centro della ricerca sull’Ageing in Italia: realizziamo con le imprese prodotti e servizi per un invecchiamento sano e attivo.

2

Da che cosa nasce l’idea di portare l’Università di Torino a essere presente al Salone del libro a sostenere l’Open Science? Che cosa avverrà all’interno dello spazio dell’Università?

A mio modo di vedere, il dibattito sull’Open Science rappresenta oggi un argomento centrale a livello mondiale; così come viene definito dalla Commissione Europea, il concetto di Open Science rappresenta un nuovo approccio al progresso scientifico fondato sulla cooperazione e sulle nuove modalità di divulgazione della conoscenza, attraverso le tecnologie digitali e i nuovi strumenti di collaborazione. Abbiamo articolato l’attività al Salone del libro in due filoni: il primo, “Talking About: la scienza per capire il mondo”, prevede una ventina di conferenze per affrontare temi su cui la disinformazione può generare comportamenti scorretti nei cittadini e per inquadrare alcune situazioni oggetto di dibattito: siamo convinti che la ricerca scientifica abbia una parte fondamentale in questo senso. Ospiteremo incontri su temi diversi: giornalismo e modernità, vaccini e migranti, editoria digitale, citizen science, economia circolare, Europa. Il filo conduttore delle conferenze è rappresentato dalla volontà di fare chiarezza su argomenti rilevanti su cui spesso vengono diffuse le cosiddette fake news, informazioni scorrette e fuorvianti diffuse per manipolare l’opinione pubblica. Il secondo filone di attività, “Science with and for Society”, prevede una galleria di oggetti frutto di una ricerca che studia le grandi sfide delle società contemporanee e passate , e che contribuisce a realizzare soluzioni di interesse per aziende, enti, pubbliche amministrazioni e cittadini. I dispostivi e le tecniche che ci garantiranno un invecchiamento sano e attivo, le soluzioni per una corretta ed equilibrata alimentazione animale, la tutela del patrimonio culturale, l’uso della chimica per realizzare dispositivi sempre più facili da portare con noi, i nuovi utilizzi dell’open hardware, la coltura idroponica per l’alimentazione umana, sono alcuni degli esempi della ricchezza della ricerca realizzata dall’Università di Torino. Saranno presenti anche oggetti realizzati nel passato dai laboratori dell’Università di Torino: il Simulatore di volo di Herlitzka (1917) che fu utilizzato per selezionare i piloti dell’aeronautica e il Pletismografo di Mosso (1875) considerato il precursore delle moderne macchine della verità. Ogni conferenza e ogni oggetto della galleria della scienza saranno corredati dalla presentazione di un instant e-book di contestualizzazione dei temi in discussione, elaborato dagli studenti del Laboratorio dell’Incubatrice per l’Imprenditorialità Creativa e Culturale dell’Università di Torino.

3.jpg

Un’ultima domanda. Quanto è Open, al momento e secondo lei, l’Università di Torino?

L’Università di Torino sente ancora il peso della tradizione e della consuetudine accademica che vuole la scienza chiusa ed orientata solo alla brevettazione, con ovvi effetti sulla disponibilità ad essere Open. Tuttavia, negli anni abbiamo avuto testimonianze della volontà dell’Ateneo ad aprirsi il più possibile: ne sono esempi l’#hackUniTO e la disponibilità a mettere a disposizione delle imprese alcuni dei laboratori dell’Università, per aiutare la ricerca e favorire il progresso, a beneficio di tutta la popolazione. Voglio sottolineare, inoltre, che l’Università di Torino è tra le prime in Italia ad avere un regolamento per la gestione delle pubblicazioni della ricerca, in modo che siano messe a disposizione della collettività con i progetti IRIS e AperTO. Si potrebbero fare numerosi altri esempi: sono ottimista, stiamo andando nella giusta direzione.

MOKASE: il vostro smartphone fa anche il caffè!

MOKASE-2

di Federica Ramires – @Fedeiscrazy

Questo articolo è per voi, amanti della caffeina.

Ma è principalmente per voi, voi che quando elencavo le caratteristiche del nuovo modello di cellulare che mi sarei voluta comprare mi rispondevate: se vabbè, fa anche il caffè quindi? È principalmente per voi perché ora è giunto il momento in cui posso finalmente rispondervi con un bel sonoro e sfatare questo mito. Il tutto senza vedermi ridere in faccia, perché un team italiano ha ideato la prima cover in grado di erogare caffè, che con un simpatico gioco di parole ha chiamato Mokase.

L’idea è quella di legare una delle bevande più consumate al mondo ad un oggetto che ormai da tempo fa parte del nostro quotidiano, per trovare il modo di far felici le nostre papille gustative anche quando non abbiamo il tempo fisico di fermarci in un bar. La prima cover, quindi, che permette sia di proteggere il proprio fidato compagno di avventure, sia di realizzare una tazza di caffè in movimento. Il funzionamento è molto intuitivo: tramite uno scompartimento laterale si inserisce la cialda usa e getta che contiene la miscela pronta all’uso; in seguito, utilizzando un’applicazione apposita, con un semplice clic si fa iniziare l’erogazione del caffè; infine, un segnale acustico ci darà il via libera per versarlo nella tazza e gustarcelo ovunque.

Schermata 2017-05-09 alle 11.09.26
I tre passaggi che ci permetto di gustare un buon caffè dal nostro smartphone.

La cover è disponibile nelle colorazioni bianco e nero ed è compatibile solo con gli ultimi modelli di iPhone, Samsung, LG e Huawei. Tuttavia, poiché la campagna di crowdfunding lanciata su Kickstarter (se volete approfondire il crowdfunding, Elisabetta arriva in vostro aiuto proprio qui…) da pochi giorni per la realizzazione del progetto sta avendo un enorme successo, le intenzioni sono quelle di spingersi ancora oltre.

Voi non vi state immaginando la faccia dei vostri amici e parenti mentre versate il caffè dal vostro cellulare? No perché io sì… e mi scappa già da ridere!

Crowdfunding per piccoli sognatori ribelli

Crowdfunding

di Elisabetta Molli – @mollibet

Qualche mese fa mi sono fatta un regalo, un bel libro con parole stupende ed illustrazioni magnifiche. Un libro di STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI – 100 vite di donne straordinarie.

Dallo scaffale sembrava gridasse “si sto parlando con te!” così ammaliata dalla miriade di colori ho ceduto ed ho scoperto un mondo dietro quella copertina così giocosa.

IMG_4867

Ognuna di noi in fondo si sente un po’ ribelle, anche se non siamo più delle bambine, lo siamo state e come le protagoniste del libro abbiamo sognato di diventare ballerine, ufologhe, archeologhe avventuriere come Indiana Jones o “semplicemente” giornaliste. Con le parole più semplici che si possano trovare le autrici Elena Favilli e Francesca Cavallo hanno raccontato le eroine del passato, ma anche di oggi accompagnandole con illustrazioni meravigliose per un progetto tutt’altro che banale.

Teoricamente per bambini, il libro è solo un pretesto per trasmettere coraggio, forza e rispetto alle bambine ribelli, ma anche insegnare ai bambini l’uguaglianza tra i sessi in tutto il mondo, è stato infatti tradotto in 12 lingue.

“Ciascuna delle storie raccolte in questo libro dimostra il potere insito in un cuore pieno di fiducia: è un potere in grado di cambiare il mondo”

Nella prefazione le autrici scrivono “ciascuna delle storie raccolte in questo libro dimostra il potere insito in un cuore pieno di fiducia: è un potere in grado di cambiare il mondo”e mi piace pensarlo perché questo libro non è fatto solo dalle autrici e dalle illustratrici, ma anche da tutte le persone che hanno creduto nel progetto fin dall’inizio partecipando al crowdfunding.

Si avete capito bene, tutto è iniziato così, sul web, grazie al  crowdfunding cioè la raccolta fondi tramite Internet. Si tratta infatti di piccoli contributi donati da gruppi molto numerosi (da crowd = folla) che intendono sostenere un’idea o un progetto innovativo. Il libro è stato pubblicato grazie ad una campagna su Kickstarter, un famoso sito di crowdfunding, ottenendo 675mila dollari (circa 638mila euro) da oltre 13.400 persone tutte rigorosamente nominate nella hall of fame.

Siete ancora convinti che il web non serva a nulla?

Vedendo cosa sono riusciti a creare dal nulla persone che non si conoscono, ma che hanno sostenuto la stessa idea rimango davvero stupita e grata a chi ancora oggi, anche se tramite il web, dà una speranza anche ai piccoli sognatori (ribelli).

Questo slideshow richiede JavaScript.

Prova costume non ti temo: quattro app per raggiungere l’obiettivo

PROVA COSTUME NON TI TEMO

di IMIreneM – Ed eccoci a maggio. Mancano esattamente 49 giorni all’inizio dell’estate e alla prova costume. Fra te e te pensi che quest’anno è giunto il momento di provarci sul serio a rimetterti in forma, ma come?

Dopo una bella ricerca sul web mi siedo in un bar, ordino l’ultima fetta di torta accompagnata da un bel centrifugato e decido che mi affiderò a queste 4 app. Perché quando la forza di volontà è troppo poca così come il budget a tua disposizione, la via tecnologica sembra l’ultima soluzione.

Benessere 360
È molto più di un’app, sarà il tuo personal trainer. Tutto è partito da un canale YouTube in cui digiti quello di cui hai bisogno (ad esempio, esercizi braccia) e in base a quanto tempo hai a disposizione o il livello di allenamento trovi l’esercizio che fa per te. Quindi niente palestra, puoi farlo in camera o in salotto e se non hai i soldi per comprare due pesi ti consiglia come alternativa libri o semplici bottigliette.

MyFitnessPal
Quante volte avete detto con le amiche: “Se lo fai tu, lo faccio anche io!”. Questa semplice app che funziona come un Facebook del fitness dà come aggiornamenti quante calorie hai bruciato (se collegato a un dispositivo wearable), quante te ne rimangono dopo aver inserito ciò che hai mangiato. Davvero indispensabile se pranzi spesso fuori casa e non puoi pesare tutti i cibi. È un vero e proprio diario alimentare con un immenso e preciso database di cibi in inglese, italiano e spagnolo. Ma c’è molto di più: puoi aggiungere le tue ricette da condividere con gli amici!

Tempo dell’acqua – Dieta h2O
Bere, bere e bere. Me ne dimentico sempre. L’acqua fa benissimo ai nostri tessuti quindi ricordarsi di farlo è molto importante. Quest’app ha una grafica molto semplice e carina, per cui adesso non ci sono più scuse.

La scimmia Yoga
Ok, questo è un po’ speciale nella categoria, ma quante volte avete sentito dire che lo stress può impedirci di dimagrire? Quindi concedetevi 5/15/30 minuti di relax. Anche io ero scettica all’inizio ma giuro che funziona. E poi Sara è proprio brava!

Adesso, non ci sono più scuse. Via la pigrizia e fra qualche mese vediamo se ci sarà qualche timido risultato!