Cosmano Lombardo @ Le nuove professioni digitali: l’opportunità per una formazione… E MEZZA!

Cosmano Lombardo.pngdi Federica Ramires – @Fedeiscrazy

Piatti visibilmente vuoti, foglietti e coriandoli sparsi per il bar, gente che comincia a lasciare il locale mentre gli ultimi impavidi si accingono a bere l’ennesimo cocktail, proprietari che salutano soddisfatti. Sembra l’incipit di una celebre canzone degli 883, ma non lo è. Si tratta semplicemente della descrizione di un normalissimo (?) mercoledì sera, finito con un aperitivo fra amici in quel di Torino per festeggiare la nascita di un nuovo progetto (che avete sotto gli occhi in questo preciso momento). L’evento che vi aveva riunito tutti i partecipanti è stato quello de Le Nuove Professioni Digitali, organizzato dal corso di laurea magistrale in Comunicazione ICT e Media (per gli amici CIME) per tentare di rispondere agli innumerevoli dubbi degli studenti sulle nuove professioni digitali. La sua terza edizione si è svolta con un ospite d’eccezione, il cui docile latrato ha riempito l’aula B2 del Campus Luigi Einaudi: il volpino E Mezza.

E il suo padrone, ovviamente, il fondatore della GT Idea S.r.l. nonché organizzatore del Web Marketing Festival, Cosmano Lombardo. Il nostro intervento precede la sua presentazione. Esponiamo il progetto che abbiamo portato avanti lo scorso semestre con il nostro fidato Grabby  (a cui E Mezza ha dedicato più di un’occhiataccia, timoroso che potesse rubargli la scena della futura edizione del Web Marketing Festival) in occasione proprio del precedentemente citato festival.

Terminata la nostra breve e impacciata esposizione, tra applausi generali (generosi) e abbai del fidato (e geloso) volpino, egregio marcatore a uomo, prende la parola Cosmano. Il primo interrogativo che gli si pone è come ci si può formare e, inoltre, continuare a formarsi nel mondo del digitale e, soprattutto, nell’organizzazione di eventi. Per rispondere alla domanda, egli comincia a raccontare la storia della nascita della GT Idea S.r.l., oggi Search On Media Group, spiegando che come percorso è molto simile a quello con cui avremo a che fare noi studenti.

Nel lontano 2004 nasceva come forum, una community dove gli esperti aiutavano gratuitamente le persone a capire come funzionavano i motori di ricerca. Il digitale non era ancora in voga all’epoca e l’intenzione era quella di dare la spinta necessaria al settore anche in Italia. Con la nascita dei social e degli analytics varie leve su cui fare formazione aggiuntiva sono state inserite nel ventaglio di quelle già proposte. Un aspetto che ha caratterizzato l’attività, infatti, è stata proprio la flessibilità: in un mondo come quello del digitale che cambia in continuazione, bisogna essere pronti ad adattarsi e a saper affrontare nel modo più giusto il cambiamento. La promozione degli eventi inoltre, spiega Cosmano, è un’attività a tutto tondo perché va ad integrare attività online con quelle offline. Quello che hanno sempre voluto portare avanti con il loro progetto, infatti, al di là delle loro scrivanie nel centro di Bologna, sede dell’azienda, è stato l’incontro con le persone. Altro elemento caratterizzante della GT Idea S.rl. è stato un tentativo azzardato, ovvero quello di imitare l’organigramma proposto dal modello americano nelle aziende, in cui è presente un CDO (Chef Digital Officier) specializzato su tutte le leve del digitale e con competenze manageriali, circondato poi da figure specializzate in un singolo aspetto. Ecco, quindi, uno dei tanti consigli dispensati da Cosmano: è senza dubbio importante focalizzarsi sulle varie leve del digitale, ma senza mai dimenticare l’aspetto manageriale. Come farlo? Attingendo dall’esperienza scolastica, ma sfruttando anche corsi extra universitari.

Si passa poi ad una domanda più venale, che interessa direttamente noi studenti: come vengono selezionate le candidature? La parola passa mano a mano a tutti i professionisti seduti al tavolo, per poi giungere nuovamente dal fondatore di Search On Media Group. Egli ci fornisce subito un dato concreto: al Digital Job Match organizzato all’ultima edizione del Web Marketing Festival, proponendosi anche come vera e propria vetrina per confrontarsi con datori di lavoro, sono stati raggiunti oltre 200 colloqui fra aziende e/o professionisti e gente che cercava un impiego. Questo ci rassicura: la domanda è davvero molta e in continua crescita per il settore del digitale. Tuttavia, come tutte le belle storie c’è una nota dolente: un qualcosa che blocca le aziende. Il problema è, infatti, la forma contrattuale e il periodo di lavoro per la semplice motivazione che, al di là della trasformazione digitale, le aziende non riescono a fare previsioni di breve e lungo termine. Partendo da questo presupposto, esse cercheranno quindi prima di tutto di individuare fra i candidati una persona che si sappia mettere in gioco e con caratteristiche creative che possano portare novità all’azienda. Importanti sono sicuramente le competenze acquisite nel tempo e con gli studi, ma le aziende cercano senza ombra di dubbio delle persone che creino innovazione sfruttando le loro abilità. Il primo social media manager della GT Idea S.rl. è stato, ad esempio, un laureato in scienze politiche, ma con una forte propensione al cambiamento.

Sugli ultimi applausi e timidi latrati del suo compagno di viaggio, si chiude l’intervento di Cosmano. Sempre sul pezzo, ha saputo dare non pochi consigli a noi studenti di comunicazione:  abbiamo avuto un’opportunità di formazione… E MEZZA!

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COME FUNZIONA SATISPAY? L’abbiamo chiesto al brand ambassador EDOARDO VIGO

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di Elisabetta Molli@mollibet   

“Ciao mamma esco un attimo e torno!”

Quante volte avete pronunciato questa frase per poi ritrovarvi ore e ore dopo ancora in giro per la città?!

A me capita spesso, ovviamente nei momenti in cui sembro in pigiama e ho in borsa solo i due euro che mi servono per fare le fotocopie degli appunti di sociologia.

Di solito appena esco dalla copisteria, matematico, incontro:

–    mia nonna che sta andando al supermercato (caffè n1)

–    il mio compagno delle elementari Gianu (caffè n2)

–    il principe azzurro (cena a lume di candela immaginaria)

–    la mia amica Jessica che nel frattempo sta già urlando al compagno di prima che è dall’altra parte della strada di fermarsi (caffè 3/4/5…si nel mentre siamo diventati anche isterici)13435500_1213440288686772_6076182445921570024_n

Così improvvisamente ti ritrovi nel bel mezzo di una sessione di gossip intensiva che immancabilmente sfocia in una cena/reunion di classe improvvisata degna di un post di Oltreuomo. Peccato però i soldi nel portafoglio non si siano moltiplicati, mentre le figuracce non tardano mai ad arrivare.

Per tutti quelli che come me collezionano figure di emmental perché escono senza soldi e finiscono a fare l’elemosina, sappiate che esiste una soluzione, o almeno, io ho trovato la mia: SATISPAY!!

Avrete sicuramente notato questo simbolo (foto adesivo) che ormai è su tutte le vetrine di negozi e locali, beh se vi siete chiesti cosa sia, ma non avete ancora cercato una risposta, ve le diamo noi!

Per l’occasione infatti abbiamo chiesto ad un brand ambassador che collabora con Satispay da parecchio tempo Edoardo Vigo di chiarire alcuni dubbi.

    Cos’è satispay?

Satispay è un nuovo sistema di pagamento alternativo ai circuiti tradizionali di carte di credito e debito e indipendente da banche e operatori. E’ un servizio innovativo perché oltre a permetterti di pagare in più di 7.500 esercizi commerciali in tutta Italia, ti consente di inviare e ricevere denaro dai tuoi amici, una sorta di WhatsApp dei pagamenti, ovviamente il tutto sempre gratuitamente. Quindi non sarà più così complicato dividere il conto al ristorante, la spesa tra coinquilini, organizzare feste e anticipare i soldi per fare i regali di gruppo.

Tutto tramite un’app disponibile per iPhone, Android e Windows Phone (ovviamente non siamo razzisti).

    È sicuro come metodo di pagamento?

Assolutamente si! Durante il processo d’iscrizione viene richiesta una serie di dati per garantire la massima sicurezza. Basandosi sull’IBAN, Satispay è molto più sicuro delle tradizionali carte di credito/debito: eliminando tutti gli intermediari nessun dato sensibile o personale è condiviso, nemmeno in occasione di pagamento su e-commerce o negozio fisico.
In più per aprire l’applicazione è necessario inserire il proprio pin (se lo si sbaglia 5 volte l’app si blocca).
Ultima cosa, penso che sia un’azione comune ai più, io mi rendo conto prima di aver perso o dimenticato lo smartphone rispetto ad un bancomat o carta di credito. Ad ogni modo l’account può essere bloccato in qualsiasi istante.

    Basta una prepagata per utilizzarlo o serve un conto corrente?

E’ sufficiente possedere un codice IBAN di una qualsiasi banca italiana.

    Quali sono i vantaggi?

Il nostro obiettivo è semplificare e velocizzare la vita, rendendola smart anche nei pagamenti di tutti i giorni.

Evitando di andare a prelevare denaro in determinati ATM, di avere monete scomode in tasca o di ordinare un caffè con un pagamento elettronico senza essere insultato dal barista…etc

Sappiamo tutti che sarà il futuro, e Satispay è un precursore. Ormai abbiamo una community di 120.000 utenti che hanno fatto il download e vi assicuro che una volta che lo si prova non si torna più indietro; non credo che qualcuno di voi sia disposto a tornare ad avere un nokia 3310 o una mappa cartacea.

Vi porto ad esempio il mio caso concreto: sappiamo tutti che ora è periodo di lauree e ovviamente come spesso mi capita sono stato il “responsabile” del regalo! Cosa vuol dire? Ho dovuto anticipare tanti euro! Sappiamo bene il disagio che ciò comporta e il rischio di perdere qualche decina di euro è sempre dietro l’angolo. Per fortuna la compagnia in questa occasione è risultata smart, infatti sono riuscito a riavere indietro tutti i soldi ancor prima della festa. FANTASTICO.

Questi i vantaggi per i privati, ma ce ne sono di importanti anche per gli esercenti. Infatti abbatte drasticamente le commissioni per loro, che sotto i 10 euro di importo non devono pagare alcuna commissione – parliamo di 0 cent veri perché Satispay non chiede nemmeno canoni – e sopra i 10 euro pagano una commissione fissa di solo 20 centesimi. Non solo! Tramite Satispay possono proporre all’attivissima community anche delle promozioni speciali basate sul cashback. E’ un potente canale di comunicazione per loro.

    Ci sono delle agevolazioni per gli studenti?

Se si paga al CUS si ha un 10% di Cash Back e prossimamente ci saranno ulteriori promozioni.

Inoltre una volta iscritti si ha a disposizione un codice promo, con questo è possibile, facendo iscrivere parenti/amici, ricevere dei bonus. In generale però, per studenti e non, chi lo utilizza può avere accesso a tutti i cashback promossi da Satispay così come a quelli promossi dai singoli esercizi..

    È attivo solo a Torino?

Satispay è diffusa in tutta Italia ma Torino – e in generale il Piemonte, insieme a Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, sono le aree in cui si registra una maggior penetrazione.

    Ci sono delle possibilità di lavoro all’interno della startup?

Certamente, sul sito potrete inviare le vostre candidature e vedere le posizioni aperte. E’ una realtà in grandissima crescita, in poco più di un anno sono passati da 10 a 45 persone di staff.

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A questo punto non dovete fare altro che scaricare l’app e dividere il conto della cena di classe non sarà più un disagio.

SNAPCHAT: funzionalità e utilizzo per aziende

Di Giada Pignari – :

Snapchat è un servizio lanciato nel 2011, da Bobby Murphy e Evan Spiegel, inizialmente come un applicativo di messaggistica istantanea per smartphone e tablet. Una della novità di questa piattaforma risiede nella possibilità di inviare foto, contenuti testuali e immagini agli utenti della propria rete solo per un certo periodo di tempo, più precisamente da uno a dieci secondi.

È impossibile che non abbiate mai sentito parlare di Snapchat. Ormai è ovunque. Utilizzato dai teenager come dagli adulti. Il suo utilizzo, però, non è così intuitivo, come ci spiega Giulio Ambrosio al Web Marketing Festival.  A differenza di tutti gli altri social network, non ha un menù, non ne fa assolutamente uso.

Aprendo l’applicazione, la prima cosa che appare è la fotocamera, dalla quale si possono caricare foto/video e aggiungere testo e emoji. Ciò crea difficoltà di utilizzo per utenti abituati ad usare con frequenza Facebook o Twitter, mentre invece riscuote molto successo nella generazione tra i 16 e i 24 anni, tanto da superare piattaforme come FB Messenger, WhatsApp, Skype e Viber.

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fonte: juliusdesign

Uno dei suoi punti di forza è la gesture SWIPE. E non a caso, come ha mostrato Ambrosio, gli utenti che ne fanno maggior uso, hanno un’età compresa tra i 16 e i 24 anni ( circa il 60% di utenti attivi). Per questa generazione lo “SWIPE” è ormai entrato a far parte della quotidianità; si pensi ai bambini che giocano con l’ipad, per loro far girare le pagine con un semplice gesto della mano è assolutamente naturale.  Non solo, in questa piattaforma è possibile usare dei GEOFILTER COMMUNITY (esiste anche la versione ON DEMAND, ma è attiva solo negli USA), un modo divertente per condividere la propria posizione oppure segnalare la partecipazione ad un evento.

A livello mondiale si stima che Snapchat abbia 200 milioni di utenti attivi, il 70% degli utenti sono donne: sarà dovuto al fatto che è il social network più usato nel mondo della moda?! Mentre il 30% restante sono millennial, con un seguito di 400 milioni di snap condivisi ogni giorno. Sono numeri esorbitanti, tanto che questa piattaforma ha sorpassato altre quali Pinterest e Linkedin.

Per quanto riguarda l’Italia, i numeri non scherzano: gli ultimi dati ufficiali relativi al Q4 del 2015 attestano una quota di 673mila utenti attivi al mese, che rappresentano circa il 2,3% della popolazione italiana presente online.

Ma da dove arriva tutto questo successo? Con l’acquisizione di Lenses, un’azienda ucraina utilizzata per il riconoscimento facciale, Snapchat ha agevolato la condivisione di contenuti in formato selfie, oggi per lo più usato per ridicolizzare il proprio aspetto.

Come ultima e recente novità, Snapchat ha lanciato l’applicazione MEMORIES la quale consente di salvare i propri snap e utilizzarli in un secondo momento per creare una Storia sottraendoli alla cancellazione definitiva. Unica differenza? Apparirà circondato da una cornice, così tutti sapranno che è qualcosa che viene dal passato.

Un novità non di poco conto per il social network che, più d’ogni altro, ha costruito il suo successo sulla condivisione simultanea e senza filtri di ciò che succede nel presente..

Non a caso quindi, molte aziende usano Snapchat per business, come H&M, la quale ha utilizzato Snapchat come strumento per dare indizi autodistruttivi in una caccia al tesoro digitale. Tramite una forte sinergia con Facebook + Snapchat hanno indicato ai loro fans dove trovare in store dei pass VIP per un evento esclusivo con la nuova collezione.

Per quanto riguarda l’Italia, i numeri non scherzano: gli ultimi dati ufficiali relativi al Q4 del 2015 attestano una quota di 673mila utenti attivi al mese, che rappresentano circa il 2,3% della popolazione italiana presente online.

Ma da dove arriva tutto questo successo? Con l’acquisizione di Lenses, un’azienda ucraina utilizzata per il riconoscimento facciale, Snapchat ha agevolato la condivisione di contenuti in formato selfie, oggi per lo più usato per ridicolizzare il proprio aspetto.

Come ultima e recente novità, Snapchat ha lanciato l’applicazione MEMORIES la quale consente di salvare i propri snap e utilizzarli in un secondo momento per creare una Storia sottraendoli alla cancellazione definitiva. Unica differenza? Apparirà circondato da una cornice, così tutti sapranno che è qualcosa che viene dal passato.

Un novità non di poco conto per il social network che, più d’ogni altro, ha costruito il suo successo sulla condivisione simultanea e senza filtri di ciò che succede nel presente..

Non a caso quindi, molte aziende usano Snapchat per business, come H&M, la quale ha utilizzato Snapchat come strumento per dare indizi autodistruttivi in una caccia al tesoro digitale. Tramite una forte sinergia con Facebook + Snapchat hanno indicato ai loro fans dove trovare in store dei pass VIP per un evento esclusivo con la nuova collezione.

Il Mondo di Steve McCurry. Un uomo. Un fotografo. Un comunicatore.

Di Giulia Carminati – @GC_Carminati

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È sabato, fuori fa freschino, i postumi del venerdì sera si sentono, ma non mi do per vinta. È l’ultimo weekend per visitare il Mondo di Steve McCurry, e non ho intenzione di perdermela.

Sarà la location, sarà la passione per la fotografia, ma io sono già inebriata dai colori e dai suoni della mostra. Chiudete gli occhi e immaginatevi il cosmo, l’universo, un turbine di espressività, rumori e odori. Ora apriteli. È qui, così come lo avevate immaginato. Con un solo scatto, siete stati stregati. Ecco a voi, Steve McCurry.

È un’icona, un punto di riferimento. La sua voce risuona in ogni dove. Il colore, l’empatia e l’umanità delle sue foto rendono le sue immagini indimenticabili. In ogni scatto il reporter statunitense (nato a Philadelphia nel 1950) ha racchiuso un molteplice universo di esperienze e di emozioni.

La mostra, allestita nella Citroniera delle Scuderie Juvarriane nella Reggia di Venaria, comprende una selezione di oltre 250 scatti, raccolti nel corso dei suoi 35 anni di carriera. Un caleidoscopio dove si mescolano età, culture, etnie, in virtù di un attimo che McCurry ha saputo cogliere con straordinaria intensità.

Il percorso espositivo, curato da Biba Giacchetti e da Peter Bottami – in collaborazione con Civita, con il sostegno di SudEst57 e Lavazza – propone un lungo viaggio nel mondo di Steve McCurry, dall’Afganistan all’India, dal Sudest asiatico all’Africa, da Cuba agli Stati Uniti, dal Brasile all’Italia, attraverso il suo vasto e affascinante repertorio di immagini.

Il Mondo di Steve McCurry – Reggia di Venaria

«A chi non mi conosce, a chi non conosce il mio lavoro, direi che è un viaggio tra popoli, paesi e culture che ho incontrato. In tutto il mondo le persone vogliono apparire nel modo migliore, io cerco di raccontare le differenze ma anche le influenze reciproche. La mostra è in fondo il mio personale diario di viaggio».   

Il viaggio, diventa così fonte di ispirazione, perché “il solo viaggiare e approfondire la conoscenza di culture diverse, mi procura gioia e mi dà una carica inesauribile”. Dal 1979, suo primo viaggio in Afganistan, McCurry ha continuato a scattare fotografie mozzafiato in tutti i sei continenti. I suoi lavori raccontano conflitti, culture, e tradizioni, mantenendo al centro l’elemento umano.

Passeggiando per la Citroniera ci si immerge in un mondo fuori dal tempo e dallo spazio, in cui le parole di McCurry sono la colonna sonora che accompagna il visitatore. «Uno degli aspetti più importanti che ripeto sempre a me stesso è cercare situazioni ed essere coinvolto in cose che mi appassionano, di cui mi prendo cura, storie che hanno un senso per me. Per fare al meglio il tuo lavoro lo devi fare con passione, coinvolgendoti in situazioni in cui credi, che danno un senso alla tua vita. Il mio lavoro, la mia arte, la mia fotografia, è qualcosa da cui non posso sfuggire. È qualcosa che faccio fino all’ultimo respiro. Andiamo avanti perché questa è la nostra vita e questa è la nostra passione, che ci dà energia, è qualcosa che dà un senso e uno scopo alla nostra vita, e non vorremmo mai smettere di mangiare, di dormire e di respirare. È così che faccio il mio lavoro.» 

Le immagini sono state mescolate, sospese, appese su un telo bifacciale, in modo che il visitatore potesse sentirsi libero, libero di intraprendere qualsivoglia sentiero, libero di dedicare il giusto tempo ad ogni storia. L’idea di fondo è indurre il visitatore all’interno di un macro cosmo, permettendogli però di prestare attenzione a una o massimo due immagini contemporaneamente.

Il continuo rimando al dialogo, reso esplicito attraverso l’utilizzo del telo, fa si che due persone in contemporanea, nello stesso luogo, vedano due immagini completamente opposte. È così che McCurry presenta un aspetto forte, drammatico, contemporaneo. Il visitatore non può che inciampare nell’attualità del nostro mondo. Due facce di una stessa medaglia. Felicità. Ricchezza. Povertà. Dolore.

«Volevo prendere parte alla conversazione. Essere testimone diretto delle cose che ho visto… È stata un’incredibile corsa, la mia vita è stata incredibile e io sono grato di aver deciso di intraprendere questo viaggio.»

“Una storia è ciò che può trasformare una semplice giacca di pelle in qualcosa di più”

Siamo a Torino, è domenica e il primo freddo è arrivato in città. Per non parlare poi del grigio che è ritornato, dopo la bella stagione, a rendere tutto un po’ meno bello. Cascata praticamente a pennello è Collettiva, manifestazione organizzata dal gruppo di freelance Pangramma, che con i suoi colori (il giallo, verde, rosa, viola e blu) vivacizza la città nelle stanze del Lombroso 16 in San Salvario.

Noi di Fuori dal Funnel arriviamo sul finale a raccontarvi quello che è stato l’incontro dedicato all’imprenditoria e al mondo musicale. Qual è il legame fra queste due realtà, ci viene spiegato da Stefania Faccia pianificatrice di Festa Della Musica e Daniele Celona, fondatore e direttore artistico di Reset Festival, ovvero due delle manifestazioni musicali più note del panorama torinese.

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La Festa della Musica nasce nel 2012 da un gruppo di appassionati di musica che pur non avendo le abilità da interprete cerca di sfogare in qualche molto la propria vena creativa. L’idea è quella di occupare un quartiere di Torino, il Quadrilatero, senza servirsi di strutture, per divertire il pubblico più eterogeneo. Una manifestazione di tre giorni gratuita, dove perfino i musicisti decidono di partecipare (per così dire) in modo disinteressato. Ogni anno si vuole fare uno step in più rispetto a quello precedente: creare progetti dentro altri progetti, coinvolgere scuole di musica, bambini, musicisti e non.
Come manifestazione, la Festa della Musica oggi conta 500 iniziative in 5 edizioni ed è destinata a crescere ancora, dice Stefania.

Dall’altra parte c’è Reset Festival, manifestazione musicale che nasce nel 2009 per altre ragioni. A differenza di Stefania, Daniele è un musicista e decide di creare insieme a un amico uno spazio alternativo ai soliti locali dove suonare. La prima edizione si è svolta lungo i Murazzi del Po con 50 concerti fra giugno, luglio e agosto e conclusa in Piazza Vittorio i primi di Settembre. Nonostante il discreto successo raggiunto, la manifestazione si dimostrava fallimentare dal punto di vista dei costi da sostenere. “Oggi Reset non è più solo un festival”, dice Daniele, “grazie al sistema della call, diamo la possibilità alle band emergenti di partecipare”. Quest’anno sono state ricevute 434 proposte. Reset come la Festa Della Musica ascolta i feedback del suo pubblico e cerca di migliorarsi ogni anno.

Ma cosa hanno in comune il mondo dell’impresa e quello creativo?

Secondo Daniele si tratta di due cose molto simili: varia il contenuto, ma entrambi partono da un’idea. Le strategie di marketing possono essere utili, ma senza una storia da raccontare non si va da nessuna parte. La musica non è solo suono: ci sono parole, e quindi storie. “Questa è la ragione per cui il giubbotto di un musicista costa tantissimo rispetto a un chiodo del Balon”, aggiunge. E’ il valore che noi attribuiamo alle cose quindi. A volte bisogna rischiare e navigare nell’incerto per seguire un nostro sogno, per realizzare quello che ci piace di più. Recita più o meno così una delle illustrazioni promosse da Pangramma durante Collettiva.

“La storia è la ragione per cui il giubbotto di un musicista costa tantissimo rispetto a un chiodo del Balon”

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Dopo aver parlato tanto di musica, la giornata si conclude sulle note di Andrea Cerrato, cantautore folk rock che ha partecipato a The Voice Italy.
Pangramma ha fatto il battesimo a Collettiva. Noi abbiamo parlato solo di musica, ma Collettiva è stato tutt’altro: workshop, illustrazione, fotografia e talk. Attendiamo con ansia una prossima edizione.

di Irene Marchesano @IMIreneM.