In viaggio con Emilio Bonura

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di Federica Ramires   @Fedeiscrazy

Eravamo appena saliti in macchina: zaino e immancabile sacchetto rosso colmo di volantini e gadget nel baule, piede sulla frizione, prima inserita e motore acceso. Direzione Torino. Qualche timida parola di presentazione e scambi di cordialità fra noi passeggeri ancora sconosciuti di Bla Bla Car caratterizzano i primi minuti di viaggio, per poi rivolgere il viso stanco fuori dal finestrino e lasciare spazio ad un silenzio pieno di pensieri dedicati alla due giorni della quarta edizione del Web Marketing Festival, confermatosi l’evento di formazione (e non solo) più completo d’Europa dedicato al marketing digitale e all’innovazione sociale. La musica per favorire la ricerca. Ospiti dalla Silicon Valley. Talk culturali e improvvisazione teatrale. Startup competition. Il potenziale comunicativo di una vignetta. SEO. Creatività e user generated content. Marketing persuasivo e social advertising. Progettazioni siti con Joomla. Lezioni di marketing con Paolo Cevoli. Web design. Ottimizzazione campagne e-commerce. Video per lo storytelling. Soluzioni per ottenere il massimo per i propri clienti con Facebook…

Come se questa stessa ultima tematica stesse pulsando anche nella mente del nostro autista, Emilio rompe il ghiaccio ed esordisce con un racconto che inizialmente seguiamo in maniera distratta. Ci dice che una volta, più o meno verso la fine del 2009, si trovava in piazza San Carlo e stava camminando dietro a due giovani che avanzavano in direzione di Porta Nuova. Procedeva a passo svelto, concentrato ad organizzare mentalmente la sua giornata piena di impegni. Ad un certo punto però, il nuovo argomento di conversazione dei due ragazzi cattura la sua attenzione:

–    Oh ma tu non ti iscrivi a Facebook?

–    Facebook? Ma a che mi serve Facebook?

Eh, a che ti serve dici tu… pensò, per poi superarli e tornare con la testa al planning giornaliero.

Chissà che facevano i primi dieci iscritti…

Partendo da questo suo aneddoto personale, il nostro viaggio di ritorno si trasforma in un acceso confronto fra noi passeggeri, tutti e quattro reduci dal Web Marketing Festival e, pertanto, tutti e quattro interessati al settore del digitale.

Emilio comincia a raccontarci un po’ più di sé stesso: ci dice che ha studiato per diventare perito aeronautico, che è titolare della ditta Social Shoppology, che ama la discrezionalità della sua Torino e che di lavoro fa il Social Media Manager. Collabora con molte realtà ormai, ma è ancora stupito per il fatto che molte aziende locali non capiscano ancora il potenziale che sta dietro a Facebook, nonostante i dati empirici parlino chiaro della sua crescita mostruosa dai piccoli numeri di quel lontano 2004 fino ad oggi, dimostrando come il social network si stia confermando la piattaforma privilegiata e imprescindibile di comunicazione per le imprese: quotidianamente, circa 6 milioni di persone mettono il loro like a pagine aziendali. Eppure queste aziende, convincendosi che Facebook sia solo fatta di chat e che sia stata percepita unicamente per dare sfogo ai più giovani, e non capendo che il modo di scambiarsi informazioni in rete sia completamente cambiato, finiscono per non comunicare e per non intercettare le persone che potrebbero essere i clienti di oggi e domani. Esse sono destinate a soccombere. Senza contare, inoltre, che le nuove generazioni, quelle dei cosiddetti nativi digitali, vivono di tecnologia. Oggi chattano e giocano su Facebook, ma sono proprio loro che domani saranno i futuri clienti: se non si comunica con loro adesso, però, non lo saranno mai.

Quindi, inserire in maniera opportuna la propria azienda su Facebook significa essere intercettati da potenziali nuovi clienti in maniera targettizata e profilata. E’ possibile, infatti, intercettare il nostro pubblico per fasce demografiche (sesso e età), per regione, provincia o città, addirittura per device e sistema operativo usato, per professioni svolte e interessi specifici. Così facendo riusciamo a coinvolgere un determinato pubblico: quello più giusto per la nostra azienda, ovvero quello dei fan consapevoli, che interagiscono con la nostra pagina e non si limitano al mi piace buttato lì per amicizia o per pietà. Abbinando un profilo colorato e ricco di informazioni ad una giusta opera di rispondi, condividi e tagga, il tutto masticando gli Insights quel che basta, un’azienda potrà davvero ottenere maggiore visibilità e, conseguentemente, vendere di più. Emilio durante il viaggio ci ripete più volte come Facebook non sia soltanto un qualcosa che appare davanti ai nostri occhi quando apriamo Google Chrome con cui divertirci, ma un’arma che, se maneggiata con cura e in maniera corretta, può permettere la conquista di un pubblico vastissimo ed aiutare significativamente l’ascesa di un’impresa.

Un kilo e mezzo di mi piace, per favore.

La palla passa dunque a noi del sedile posteriore. Spieghiamo ad Emilio che siamo studentesse, che abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a questa edizione del Web Marketing Festival grazie ad una campagna di comunicazione svolta in collaborazione con lo staff del festival per la promozione dello stesso, che siamo interessate al mondo del marketing digitale e dell’innovazione, seppur qualche dubbio attanaglia ancora i nostri pensieri, e che ora come ora siamo indirizzate verso un futuro lavoro da Social Media Manager. Si dice contento che ci siano così tanti giovani pronti a diventare professionisti e determinati a mettersi in gioco in questo settore che sarà, secondo lui, sempre più in rapida espansione e, pertanto, sempre più fondamentale e fonte di nuove opportunità.

Di fronte a questa sua preannunciata disponibilità a chiacchierare del mestiere e a risolvere i nostri dubbi, cogliamo l’occasione al volo e cominciamo a bombardarlo di domande e a chiedere consigli riguardo alla sua professione. Paziente e cortese, ci accontenta, spulciando quasi tutti i segreti di Facebook da lui individuati fino ad ora nella sua carriera. E così via, le restanti tre ore di viaggio diventano colme di discorsi su individuazione del target, consigli riguardo se sia meglio rendere una pagina invisibile o unire più pagine insieme, spunti per la creazione di contenuti emozionali e informativi e un loro giusto bilanciamento, tecniche per aumentare la reach e l’interazione del pubblico con i nostri post, invito alla localizzazione della pagina a livello locale o nazionale, scambio di opinioni sulla creazione di un post perfetto e su come convincere un’azienda che sia impossibile creare una strategia di web marketing sui social con il minimo sforzo. I nostri discorsi vengono interrotti soltanto da una lunghissima limousine bianca scintillante che, entrando imponente in autostrada proprio a fianco della nostra corsia, non poteva che catturare la nostra attenzione e farci scambiare qualche wow! di apprezzamento di gruppo. Giusto qualche secondo di distrazione, poi si riparte con argomenti più specifici: come combattere i troll e i fake che ultimamente spopolano sulla piattaforma, come promuovere efficacemente un evento, quali sono i tool più appropriati da usare per gestire la nostra pagina, come superare la paura di pubblicare un post diverso dalla linea mantenuta per sperimentare qualcosa di nuovo, su quanto i mi piace falsi possano danneggiare un’azienda, per poi concentrarci con una lunga digressione sul recente cambio di algoritmo del social network.

La Mole in lontananza, vista l’ora tarda, ormai immersa nell’oscurità, ci comunica che siamo giunti a destinazione e la conversazione portata avanti sino ad ora sulle ali blu di Facebook si spegne per lasciare spazio allo scambio di contatti e saluti. Concludiamo così ufficialmente il nostro Web Marketing Festival, circa cinque ore dopo gli altri partecipanti, dopo un viaggio fatto di social network, tool, pagine utili…e limousine.

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